Quando parliamo di parto naturale ci riferiamo ad un evento che non prevede interventi esterni né per indurre l’inizio e né tanto meno durante il suo decorso per affrettare o controllarne l’andamento. Vediamo insieme come avviene il parto naturale e tutte le sue fasi.

Un concetto che dobbiamo comprendere sin da subito è che il corpo della donna è in grado di affrontare un evento come il parto in team con il suo bambino.
Non sei mai sola durante il parto: almeno in due state lavorando per ottenere lo stesso risultato: una nascita naturale.

In questo evento si verificano fisiologicamente differenti fasi, che all’occhio esperto di un’ostetrica possono nella maggior parte dei casi, essere riconosciute anche guardando ed ascoltando la mamma senza necessità di eccessivi controlli per via vaginale.

Ma cerchiamo di capire bene cosa succede in ogni fase partendo dalla situazione durante la gravidanza.

Sappiamo che in gravidanza l’utero è cresciuto tanto di volume e ha attivato dei meccanismi che hanno permesso al bambino di avere un luogo protetto e sicuro nel quale crescere. Uno di questi è la trasformazione a carico di quella parte che si affaccia in vagina: il collo.

La prima fase del parto naturale: i prodromi

Questa parte dell’utero, che è diventata più rigida durante la gravidanza per assicurare al bimbo di rimanere e crescere all’interno del suo nido, deve prima ammorbidirsi e poi cominciare ad accorciarsi ed appiattirsi (se si tratta del primo travaglio). Un processo che richiede tempo e a volte può cominciare in momenti lontani dal travaglio, già nelle ultime settimane di gravidanza quando si cominciano a sentire quei doloretti fastidiosi e irregolari, che assomigliano alle mestruazioni, di sera o di notte. Si calmano con l’acqua e tendono a scomparire dopo qualche ora.

Tra le varie trasformazioni di questa fase c’è la trasformazione di quelle strutture che impedivano il contatto tra la vagina e l’interno dell’utero. Diciamo che quello che prima era un cancello si trasforma in qualcosa di soffice ed accogliente.

A volte, ma non sempre si può perdere il tappo mucoso quella sostanza gelatinosa e molliccia che si trova tra i due orifici del collo dell’utero (per comprendere meglio puoi seguire la lezione che parla dell’anatomia del mio corso preparto, Parto Consapevole).

Questa fase di preparazione si chiama fase prodromica del parto e può durare da poche ore a qualche giorno non tutte le donne la riconoscono e le contrazioni sono del tutto sopportabili anche se molto fastidiose per qualcuna.

A volte anche la stanchezza contraddistingue questa fase o qualche episodio di dissenteria.

Il corpo si prepara, ma non sappiamo ancora se il treno del travaglio si avvierà o meno.

La seconda fase del parto naturale: la fase dilatante (travaglio)

Se le contrazioni cominciano a regolarizzarsi,  il collo comincia ad accorciarsi in lunghezza sino a scomparire e a dilatarsi. Dopo qualche ora di contrazioni regolari, si entra nel travaglio vero e proprio con la seconda fase che si chiama fase dilatante.

Da questo momento le contrazioni diventano regolari e l’organismo comincia ad attivare i sistemi di protezione, producendo le sostanze endogene che ti aiuteranno a gestire il travaglio.
L’attenzione della mamma è rivolta al suo interno, si riduce il desiderio di parlare e dialogare.

In questa fase, come del resto in tutte le altre, è importante lasciare fare il nido e comunque usare il movimento o l’acqua per permettere al bimbo di adattarsi al bacino e ai tessuti di mantenersi ossigenati.

Ascolta la tua musica e usa il massaggio.
Se hai seguito i miei corsi potrai usare gli audio per aiutarti a rilassarti e portare l’attenzione solo su di te (maggiori informazioni le troverai nel capitolo sul movimento e massaggio del mio corso preparto o Meditazione in Gravidanza ed Hypnobirthing).

Ricorda che puoi sempre mangiare, magari cibi leggeri: frutta secca, datteri o quello che desideri, considerando che però in alcuni casi potresti avere nausea.

Non parlerò di tempi, perché quelli sono davvero variabili, ma quello che succede è che il collo, procede nella dilatazione favorita dalla testolina che appoggia dall’interno, dal sacco amniotico teso e dalle contrazioni.

Il movimento e l’acqua aiutano non solo a rendere più sopportabile questa fase, ma anche ad accelerare la dilatazione.

Dovresti sentirti libera di muoverti e l’ambiente dovrebbe rimanere molto riservato ed intimo.

La terza fase del parto naturale: la fase espulsiva

Da qui si procede sino a dilatazione completa, ovvero la totale scomparsa del collo dell’utero per permettere il passaggio del bimbo che avviene in una delle ultime fasi chiamata fase espulsiva

È la fase della nascita: il bimbo percorre il morbido canale del parto per venire al mondo.

In realtà, prima del periodo espulsivo vero e proprio c’è una delle fasi di transizione che permette alla mamma di riposare ma anche di prendere coscienza di cosa sta per cambiare.

È importante rispettare le pause fisiologiche, senza cercare di accelerare i tempi perché, oltre che ai tessuti della mamma serve anche al bambino per adattarsi al canale del parto.

Cosa succede? Sentirai un irrefrenabile ed incontrollabile desiderio di accompagnare il passaggio del bimbo e lo potrai fare scegliendo il ritmo e la posizione che preferisci, anche se sono da favorire quelle verticali perché sfruttano la forza di gravità (per le posizioni del parto ti rimando al capitolo del mio corso Parto Consapevole).

Il bimbo fa il suo lavoro, adattando le ossa del cranio, spingendosi verso l’uscita, e ruotando per cercare gli spazi più comodi. In questo caso anche i millimetri fanno la differenza per quello le posizioni sono molto importanti.

Il periodo espulsivo può durare qualche ora, ma le contrazioni non sono più intense e tu vivrai questa fase in modo del tutto attivo sino alla nascita.

Una volta nato il bimbo starà sul tuo petto ancora attaccato al cordone ombelicale che potrà essere clampato quando avrà smesso di pulsare.

Le ultime fasi del parto naturale: il secondamento e il post partum

Nel frattempo, il tuo corpo si prepara a concludere il parto con la nascita della placenta: culla, casa e nutrimento del tuo bimbo. Un’ultima contrazione aiuta l’utero ad espellerla ed il parto si conclude con l’ultima delle fasi chiamata secondamento.

Tuttavia, le due ore successive fanno ancora parte di questo evento e sono di vitale importanza sia perché permettono a mamma, papà e bambino di conoscersi e di avviare l’allattamento, sia per il corpo della mamma che si riadatta alla vita senza la gravidanza.

Quest’ultima fase si chiama post partum e conclude l’esperienza nascita per veicolarti all’esperienza maternità.


Il parto naturale è un evento unico, fatto di diverse fasi. Ognuna diversa e ognuna importante da affrontare consapevole e preparata. È sicuramente un evento che spaventa soprattutto se non si conosce cosa si sta per affrontare e i metodi che si possono mettere in pratica per alleviarne i dolori.

Più informazioni riuscirai e più riuscirai ad affrontare il momento nel migliore dei modi, accompagnando il tuo bambino alla nascita. Se vuoi, quindi, approfondire questo tema ti consiglio di leggere il mio libro: Tutto quello che vuoi sapere sulla nascita” (Edizione Milella) che ti accompagnerà passo passo nel misterioso viaggio di una nuova vita.

Spero che il mio articolo ti sia stato utile, ma ti ricordo che se hai domande o dubbi puoi scrivermeli nei commenti, sarò sempre felice di risponderti. E sarò felice di conoscere anche la tua esperienze se vorrai condividerla con me.

Periodicamente mando una newsletter

Dentro ci trovi:

  • info, suggerimenti e consigli sulla gravidanza e maternità con link ad articoli del blog, video, PDF, condivisioni social o altre risorse utili per darti modo di rimanere aggiornata il più possibile sul periodo unico che stai vivendo;
  • informazioni su Pronte a Rinascere il mio percorso di di accompagnamento alla nascita interamente online che ti offre la possibilità di prepararti a vivere questo momento quando vuoi direttamente da casa tua;
  • eventi interessanti e occasioni in cui ci possiamo incontrare.