Il parto naturale è un’esperienza che spaventa ma che arricchisce anche moltissimo. In questo articolo voglio spiegarti perché.

Il parto naturale: come lo vive la nostra società oggi

La società si muove sempre di più verso un totale controllo del dolore quasi a voler cancellare qualunque segnale di richiesta di aiuto del corpo con una risposta rapida per mantenere efficienza e produttività.

Pensiamo di poter controllare qualunque evento anche quelli tra il naturale ed il sovrannaturale come la nascita e la morte, senza valutare che il dolore è un messaggio del nostro corpo e spegnendolo perdiamo un importante canale di comunicazione.

Le vittime sono i protagonisti del parto: le donne ed i bambini. Derubate del loro enorme potere interiore – le donne si lasciano partorire.
Il bambino – che di solito decide il momento della sua nascita – si è trovato negli anni a nascere a comando, spesso ancora immaturo per il distacco dal mondo di silenzio ed amore.

Unire il concetto di parto naturale al concetto di dolore è ancora uno dei frutti di questa distorta percezione.
Attenzione con questo non sto dicendo che il parto sia una passeggiata, anzi, il parto rappresenta una delle esperienze più potenti nella vita di una donna e di un bambino, ma che ha una valenza neutra di per sé che dipende dalla chiave di letture che le si dà.

Il parto naturale come rinascita per la donna

Nelle società tribali è un evento magico. La donna ha in quel momento la sua naturale iniziazione a donna adulta, veicola la potenza dell’Universo verso la nuova vita.
Questo momento, così sacro e intimo, rimane un momento da condividere con poche potenti altre donne.
La magia, l’incontrollabilità e la forza del parto naturale viene emulata dai maschi, che inventano riti di dolore e di coraggio estremo per simulare lo stesso processo di iniziazione e crescita.

Anche per noi potrebbe essere l’evento che fa riscoprire alla donna il suo enorme potenziale facendola diventare donna e mamma e dandole la fiducia e la forza per essere in grado di prendersi cura e di proteggere il suo cucciolo  o un evento devastante in cui la donna si sente vittima impotente, controllata e guidata dall’esterno.

Così troviamo una mamma paurosa, remissiva e dubbiosa che non riesce più ad ascoltare il suo istinto nella cura del bambino ma che volge lo sguardo all’esterno alla ricerca di segnali di aiuto.
A volte, se è fortunata, incontra all’esterno professionisti speciali ancora in grado di aiutarla a tornare al suo istinto e a capire cosa fare per proteggere il cucciolo, altre volte invece viene portata ancora più a distorcere la sua percezione, aumentando i segnali contraddittori di amore-insofferenza, fiducia-insicurezza.

La donna rinasce con la nascita di suo figlio.

Siamo ancora in tempo per invertire questa situazione, partendo dal piccolo: ogni mamma-bambino e di conseguenza anche papà e famiglia sono un nucleo importante che consapevolmente possono generare un passo verso una società migliore.

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Tu come lo immagini il tuo parto? O, se hai già vissuto quest’esperienza incredibile, come è stata? Come ti sei sentita, forte e coraggiosa? Come se il mondo fosse ai tuoi piedi? O schiacciata, offesa e con il senso di colpa? Come se ti avessero tolto la corona e messo le catene?