Il mio bambino è podalico, come lo faccio girare?

Ti hanno appena comunicato che il tuo bambino è podalico, ossia è posizionato con la testa su, e sei andata completamente nel panico…
Ti capisco, ma prima di cominciare a cercare su internet “come far girare un bambino podalico” prova a leggere questo articolo fino in fondo. Ti assicuro che capirai che non è sempre il caso di allarmarsi subito!

Anche se ti è stata fatta questa diagnosi, non agitarti perché quello che è importante ora è comprendere bene cosa vuol dire.
Secondo uno studio condotto in Svezia, il 57% dei bimbi che a 32 settimane erano in posizione podalica si giravano spontaneamente nella posizione corretta vicino al termine di gravidanza.

Questo perché sino a quando i neonati hanno spazio per farlo possono girarsi!

I dati attuali ci dicono che la percentuale dei bimbi che alla nascita si presentano a testa in giù è circa del 4% leggermente più alta per le gravidanze successive alla prima.

Prima di buttarci a capofitto nell’argomento, lascia che ti dica due parole su di me.

Mi chiamo Viviana Presicce e sono ostetrica per scelta.

Ho lavorato per oltre 15 anni in sala parto, preparandomi a qualunque genere di emergenza ma sempre rispettando la fisiologia e mettendo la donna ed il suo parto al centro.

Negli ultimi anni la mia missione è stata quella di accompagnare il maggior numero possibile di donne a vivere la nascita e la maternità in modo consapevole, avendo accesso alle giuste informazioni.

E così mi sono dedicata alla divulgazione e all’informazione e ho ideato di Pronte a Rinascere, il primo percorso interamente online di preparazione alla nascita e alla maternità.

Quello che voglio dare a te e a tutte l’opportunità di essere libere di decidere che cosa è meglio per voi e per la vostra famiglia.

A questo punto vorrei davvero invitarti Giovedì sera alle ore 19.00 al mio WEBINAR GRATUITO SUL PARTO.

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Fatta questa doverosa premessa, possiamo proseguire con il nostro argomento.

Bambino podalico: cosa intendiamo per presentazione podalica

Vicino al termine di gravidanza (diciamo quindi dalla 37 settimana in avanti o durante il travaglio di parto) la testa del bimbo anziché essere impegnata nella pelvi materna, quindi rivolta verso il basso, è rivolta verso il fondo dell’utero ovvero in alto.

A volte ci se ne accorgere a causa della sensazione di un grande peso sullo stomaco.

Ecco quali posizioni può assumere un bambino podalico:

  1. Con le anche e le ginocchia flesse – podalico completo
  2. Con una o entrambe le anche parzialmente o completamente estese – podalico incompleto
  3. Con le anche flesse e le ginocchia estese – podalico franco o varietà natiche

Bambino podalico: quali sono le cause

I fattori possono essere sia materni che fetali, ad esempio: anomalie del bacino della mamma o presenza di miomi nell’utero, posizionamenti anomali della placenta, brevità del cordone, basso peso neonatale, nascita pretermine e qualche altro fattore ancora.

Ma la cosa curiosa che evidenziano i dati è che più spesso questa situazione si presenta in donne di origine caucasica di livello socio-economico medio-alto, condizioni che in generale si associano a esiti di gravidanza e parto più favorevoli (cosiddetto paradosso della presentazione podalica).
Forse (dico io) per la moltitudine di ore che le donne di questa categoria passano sedute in ufficio o a casa.

In Italia l’unica modalità di parto prevista in caso di bambino podalico è attraverso il taglio cesareo che però può essere programmato vicino al termine di gravidanza, per dare più possibilità al bambino di girarsi in tempo!

Ma come possiamo fare a convincere un bambino podalico a mettersi in posizione cefalica?

I bambini sanno cosa è meglio per loro (chi mi conosce sa che è uno dei miei motti) quindi vanno ascoltati e vanno tentate solo le manovre che senti possano risuonarti al meglio.

Ora ti descriverò 7 metodi per farlo.

Bambino podalico: 7 metodi per farlo girare

1) Le manovre di rivolgimento esterno

Il successo della versione per manovre esterne varia da 30% a 80%. Il professionista che la esegue deve aver maturato una certa esperienza.

Considerando che – etnia, parità (ovvero il numero di gravidanze avute), tono uterino, volume di liquido amniotico, la posizione del culetto nella pelvi – condizionano il successo della manovra, si può ragionevolmente dire che circa il 40% delle donne alla prima gravidanza e il 60% delle donne nelle gravidanze successive alla prima, ottengono un risultato positivo.

La manovra viene eseguita da un ginecologo esperto che, sotto la guida ecografica, posizionando le mani sull’addome, esercita una pressione controllata in modo da aiutare il bambino a posizionarsi in modo corretto.

“L’assenza di complicazioni legate alla manovra e la sua efficacia nell’aumentare le presentazioni cefaliche e ridurre conseguentemente la necessità del taglio cesareo rendono la versione cefalica esterna l’opzione raccomandata unanimemente, in caso di presentazione podalica, in diverse linee guida: Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG)  American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) [12], e la Royal Dutch Organization of Midwives (KNOV) con la Dutch Society of Obstetrics and Gynaecology (NVOG)   In Italia, la linea guida Gravidanza fisiologica raccomanda di “offrire la VCE a tutte le donne con gravidanza senza complicazioni e feto singolo in presentazione podalica, a partire da 37 settimane, effettuata con monitoraggio fetale continuo e disponibilità di sala operatoria”   – SaperiDoc.

Potrebbe essere una manovra fastidiosa ma per evitare che un intervento sicuro ed efficace possa essere negato a donne che ne hanno davvero bisogno, viene offerta a tutte tranne di fronte ad alcuni casi:

  • pregresso distacco intempestivo di placenta o segni di possibile distacco intempestivo in corso; 
  • pre-eclampsia grave o sindrome HELLP; 
  • segni di distress fetale (anomalo CTG e/o anomala flussimetria).

2) La moxibustione

È un trattamento tradizionale cinese che può essere associato o meno all’agopuntura. Consiste nella stimolazione del punto di agopuntura BL 67 (margine esterno del piede presso l’angolo dell’unghia del 5° dito) mediante il calore generato dalla combustione di un sigaro di erbe essiccate e compresse (Artemisia).

Sulla base dell’insieme delle conoscenze ottenute attraverso gli studi si può concludere che l’efficacia della modalità ancora non è definitivamente provata o negata. Il tentativo di condurre uno studio sull’efficacia della moxibustione in Italia è fallito a causa dell’alta frequenza di abbandono per cui la scarsa esperienza o consuetudine con queste tecniche, può rappresentare un ostacolo alla eventuale pratica di questo intervento.

Quindi insisto nello spingerti a rivolgerti ad esperti della materia nel caso in cui tu decida di farla e, visto che sarà poi un home-self-treatment, di farti spiegare nel dettaglio come praticarlo.

3) Le posizioni da favorire

Ci sono alcuni suggerimenti che possono aiutare a mantenere il bacino in un’angolazione tale da permettere al bambino di prendere una posizione comoda. Al di là che il tuo bimbo sia podalico o meno vale la pena di utilizzarle.

  1. quando è possibile, stai seduta sulla palla da esercizi, è molto confortevole e ti costringe a mantenere una posizione corretta, oppure siediti sulle sedie girandoti da lato dello schienale.
  2. assumi, per circa 10-15 minuti al giorno, magari prima di andare a letto o mentre guardi la TV, una posizione simil-fetale se riesci abbracciando le ginocchia con le mani. Questa posizione ti aiuta a rilassare i muscoli della pelvi. Anche se queste tecniche non sono comprovate dal punto di vista scientifico, non sono dannose.
  3. tenta anche qualunque movimento di rotazione che permetta al bacino di essere mobilizzato (esempio simulando una danza del ventre).
  4. passa 10 minuti al giorno in posizione supina con la pelvi situata a un livello superiore al tronco per mezzo di un cuscino.

4) Chiropratica

Lo scopo della chiropratica è quello di creare un’asimmetria nel bacino all’altezza delle ossa delle anche.
In qualche modo si lavora dolcemente sui legamenti del bacino, ma ancora una volta rivolgiti a dei professionisti che possano darti fiducia e fai solo quello che senti vada bene per te.

5) Inclinazione del bacino

Si può fare in due modi.

Come abbiamo detto prima: sdraiati supina, solleva il bacino con i piedi ben saldi al pavimento e le ginocchia piegate. Oppure posizionati sul bordo del divano, poggia la testa su un cuscino messo sul pavimento in modo che bacino e piedi restino sul divano in posizione elevata rispetto alle spalle ed alla testa per circa 10-20 minuti al giorno.

Personalmente ti suggerisco di provare con brevi periodi prima e di farlo in presenza di qualcuno per evitare di cadere.
Se dovesse venirti mal di testa, torna a testa in su!

Anche questo metodo non ha prove scientifiche alle spalle ma sembra che sia famosa nelle comunità cinesi che non hanno bimbi in posizione podalica di solito.

6) Nuoto

Nuotare potrebbe non avere risultati comprovati nel far girare i bimbi ma è sicuramente molto rilassante per te.
Il movimento eseguito in acqua è molto efficace e meno faticoso; la pressione esercitata dall’acqua aiuta inoltre la circolazione del sangue, specialmente con un effetto benefico sui gonfiori alle gambe. Può essere anche di grande giovamento per i dolori articolari dovuti alla posizione del bimbo o al suo peso ed in ogni caso non è in alcun modo dannoso. 

7) Musica o fonte luminosa

Questa potrebbe essere anche considerate una storiella da ostetriche ma far ascoltare musica attraverso la pancia al tuo bambino potrebbe avere i suoi vantaggi!

La teoria sarebbe di indirizzare la musica o la luce verso il fondo della pancia in modo da attrarre il bambino verso l’origine della vibrazione. Questo metodo anche se non comprovato ha numerosi effetti positivi sul bambino e sulla mamma che vale la pena di tentare.

Nel caso nessuna di queste manovre funzioni, considera l’idea che il tuo bambino abbia le sue ragioni per restare seduto e dagli il beneficio del dubbio accogliendo la sua richiesta di nascere in un modo diverso (io sono nata per via vaginale in posizione podalica, ma molti anni fa!).


Prima di concludere, fammi aggiungere ancora una piccola cosa.

Se sei arrivata su questo mio articolo è probabile che non ti manchi molto al parto. Un momento che ricorderai per tutta la vita! 

Sono certa che per affrontarlo ti sarai preparata nel migliore dei modi ma se ancora avessi dubbi o domande oppure senti il bisogno di confrontarti su alcuni temi ti invito ad iscriverti al mio WEBINAR GRATUITO SUL PARTO – CLICCANDO QUI.

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Solitamente questi sono temi la cui preparazione viene trascurata ma fidati: non c’è bisogno di trovarsi in situazioni complesse od avere dei problemi per informarsi, meglio prevenire!

Ora è davvero tutto. 
Per rimanere aggiornata sui quello faccio puoi seguirmi su Instagram o iscriverti al mio canale YouTube.

Un abbraccio,
Viviana

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