Lo scollamento delle membrane è una manovra ostetrica che si dice promuovere l’arrivo delle contrazioni e quindi potrebbe essere usata per stimolare il travaglio di parto. Ma cos’è e in cosa consiste esattamente questa procedura? Ecco tutto quello che ti serve sapere per capire se e quando può essere utilizzata.

Durante il periodo che intercorre tra la 40esima e la 41esima settimana, se nulla succede spontaneamente può essere proposta come manovra naturale per favorire il rilascio di prostaglandine e, in modo più naturale, di ossitocina, agevolando quindi l’inizio del travaglio.

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Consiste in una manovra meccanica che viene eseguita durante la visita ostetrica e richiede il consenso informato di chi la riceve.

Secondo le linee guida:

“La linea guida (LG) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) sull’Induzione del travaglio raccomanda lo scollamento delle membrane per ridurre gli interventi farmacologici di induzione. Questa posizione è condivisa anche da altre LG. In Regno Unito, il National Collaborating Centre for Women’s and Children’s Health (NCC/WCH), nell’aggiornamento 2008 della LG sull’induzione di travaglio, raccomanda di offrire alle donne lo scollamento delle membrane prima di utilizzare metodi farmacologici di induzione. Lo scollamento delle membrane viene giudicato un intervento relativamente semplice, che può influire positivamente sull’avvio del travaglio, ma non è privo di rischi.” (SaPeRiDoc)

Si raccomanda di offrirla alle donne per evitare l’induzione farmacologica, ma può essere proposta anche dopo la 38esima settimana in casi particolari.

È una manovra che può risultare molto dolorosa per chi la riceve e per questo non deve essere praticata senza una adeguata consulenza sulle modalità di esecuzione, sui rischi, sui benefici, sull’efficacia e sulle possibilità di eseguirla o meno.

Di seguito ti dico come si esegue, quando si effettua e quando è controindicata, ti consiglio però anche di guardare il video che ho dedicato all’argomento.

Scollamento delle membrane: come si esegue?

Durante la visita ostetrica, se le condizioni del collo dell’utero lo consentono, si può inserire un dito tra la superficie interna del collo dell’utero e le membrane amniocoriali che la rivestono, esercitando una lieve pressione per favorire la creazione di uno spazio tra il tessuto uterino e le membrane fetali stesse.

Scollamento delle membrane: quando si effettua?

Può essere effettuata solo se durante la visita si evidenzia una minima dilatazione del collo dell’utero che permette il passaggio di almeno un dito al suo interno.

Molte donne la percepiscono come estremamente dolorosa per due motivi importanti:

  1. Perché spesso il collo dell’utero, ancora non completamente preparato, si trova in una posizione posteriore della vagina e quindi deve essere ricercato durante la visita. In questo caso può essere molto utile formare i pugni e posizionarli sotto i glutei in modo da aiutare il collo dell’utero a spostarsi più anteriormente e percepire meno dolore;
  2. Il collo dell’utero viene stimolato meccanicamente e le terminazioni nervose presenti in quella sede rispondono immediatamente.

Prima di procedere è richiesta una valutazione generale attenta, per bilanciare rischi e benefici ed un’adeguata consulenza con la coppia che deve dare consapevolmente il suo consenso all’esecuzione.

Purtroppo non c’è nessuna garanzia di efficacia della manovra che dipende molto dalle condizioni del collo dell’utero e dalla situazione generale della gravidanza.

Come dicevamo lo scollamento delle membrane non è una manovra esente da effetti che possono anche essere considerati fisiologici, quali il sanguinamento lieve e la rottura del sacco amniotico. In entrambi i casi devi rivolgerti allo specialista.

Quando viene considerata una manovra controindicata?

Lo scollamento delle membrane è controindicato in caso di:

  • Rottura spontanea delle membrane prima del travaglio
  • Parto non avvenuto dopo 18 ore di travaglio
  • Patologie fetali o materne (es. diabete gestazionale)
  • Gravidanza oltre la 41ma settimana gestazionale

“Lo scollamento delle membrane durante la visita ostetrica, ottenuto con l’inserzione digitale 2-3 cm oltre l’orifizio uterino interno ed eseguita ruotando circolarmente il dito due volte, determina un rilascio di prostaglandine endogene, favorisce il rammollimento della cervice e aumenta l’attività contrattile uterina [1,2]. Dopo scollamento delle membrane, la concentrazione plasmatica delle prostaglandine è pari a 10% di quella che si raggiunge in travaglio [3]. Questa pratica risulta utile nello stimolare l’avvio del travaglio.” (SaPeRiDoc)


Per approfondire l’argomento e comprendere se è il caso o meno di sottoporsi alla manovra ti invito a parlarne con l’ostetrica che sta seguendo la tua gravidanza e che conosce nello specifico il tuo caso clinico e la tua storia ostetrica.

Disclaimer: Nessun materiale è sostitutivo della consulenza e presenza, durante il parto o parte della gravidanza, di un’ostetrica o di un medico ginecologo. Non rappresenta di fatto un’alternativa alle cure mediche o alla consulenza medica in qualsiasi modo o forma.