Oggi per la rubrica “Storie di Rinascita” condivido volentieri l’incredibile parto di Ottavia e quando scrivo “incredibile” non lo faccio per dire.
Se vuoi sapere perché questa storia mi ha così colpita continua a leggere.

Ottavia è una delle mamme che fa parte della mia Community e che alla domanda “Ti va di raccontarmi la tua storia?” ha risposto subito inviandomi una mai che mi ha davvero lasciata a bocca aperta.

Di parti ne ho visti davvero tanti come ho sentito davvero tanti racconti (puoi immaginare bene) ma riga dopo riga questa vicenda mi ha coinvolta in un modo speciale.

Per questo sono felice di condividerla con te.

Te la racconto volentieri perché il mio parto è stato davvero favoloso…

Il giorno 12 ottobre, a 4 giorni dal termine, sono andata a fare la spesa e, arrivata a casa, mi sono detta “ora porto su tutte le borse così magari si smuove qualcosa” ma nulla: il resto della giornata è proceduto normalmente.

Nella notte, però, facevo fatica a dormire, il piccolo era agitato e la pancia si contraeva molto – ero abituata a piccole contrazioni non dolorose perché anche con la prima gravidanza era stato così.
Alle 6 del mattino mi sono alzata per andare in bagno.
Le contrazioni, con indurimento della pancia, ma senza dolore sono iniziate a diventare più frequenti.Quando il mio compagno si è svegliato, mi ha detto che secondo lui era arrivato il momento di andare in ospedale.
Ma io gli ho risposto di no e, tra una contrazione e l’altra, ho cominciato a spogliarmi.
Stavo bene, sentivo solo caldo.
Tutto è andato avanti così fino alle 7 e 20.
Nel frattempo il mio compagno, che con un cronometro aveva iniziato a contare le contrazioni, mi continuava a ripetere che tra una e l’altra trascorreva solo 1 minuto e mezzo. Io, però, non avevo dolori ed ero certa che finché non si sarebbero rotte le acque potevamo stare tranquilli.
Così, ho deciso dii frami una doccia: se le contrazioni non fossero passate saremmo andati in ospedale.
Appena sono arrivata davanti alla porta del bagno però, ho sentito che le acque si erano rotte e che il bisogno di spingere era diventato fortissimo.
Dovevamo andare subito!
A quel punto, ho chiesto al mio compagno di portarmi velocemente il cambio, ma quando lui si è presentato in bagno ho sentito che non c’era più tempo e gli ho urlato di andare a telefonare immediatamente per richiedere un’ambulanza.
Rimasta da sola, ho spinto la porta con un piede, e, messa la mia mano tra le gambe, ho sentito che la testa del mio bambino era ormai li, pronta per uscire.
In quel momento mi sono guardata nel mio grande specchio e mi sono detta “ok, è qua… ora lo devo prendere subito appena esce, altrimenti cade a terra”.
Ricordo di aver spinto fortissimo… ed ecco che il mio piccolo è uscito.
L’ho afferrato da dietro il collo, come un gattino appena nato e l’ho appoggiato subito sul mio petto, l’ho guardato, lui ha tossito un attimo ed ha incominciato a piangere.
Quando il mio compagno è entrato con il telefono, è rimasto sbigottito e mi ha domandato “Cosa hai fatto???” e con le lacrime, ha urlato all’infermiere dall’altra parte del telefono che il bambino era nato.
“È nato, è nato! Ce l’ha in braccio! Non c’è sangue, solo acqua. Il piccolo piange, cerca il seno ed  tutto pulito. Ha tanti capelli”.
In preda all’emozione è corso, poi, ad aprire alle sue sorelle mentre davanti alla porta del bagno è arrivato mio figlio, quello più grande, che mi ha guardata e mi ha detto semplicemente “Mamma”.
L’ho fatto entrare e avvicinare a suo fratello. Lui lo ha baciato e mi ha baciata. Poi ha preso un accappatoio e mi ha coperta.
Lentamente siamo andati sul divano con il cordone e la placenta ancora al loro posto e il piccolo attaccato al seno, dove abbiamo aspettato che ci venissero a prendere.
Una volta arrivati, ci hanno caricati sull’ambulanza mentre il mio bimbo continuava a stare stretto a me.
I nostri valori erano normali come se non fosse successo nulla di tutto quello che ti ho appena raccontato.
Arrivati in ospedale ci hanno portato in sala parto per continuare il nostro pelle a pelle, per tagliare il cordone e tutto il resto.
Tutti in ospedale erano emozionati: siamo diventati per tutto il reparto il bambino e la mamma “fai da te” ️️️;)
È stata un’esperienza favolosa, un’emozione unica.
La natura ha fatto il suo corso in un modo spettacolare e perfetto…. piango ancora adesso a raccontarlo! ️️
Non pensi anche tu che la storia di Ottavia sia incredibilmente bella?
E non è finita qui, perché Ottavia alla mia richiesta di poter raccontare la sua esperienza sul blog, mi ha donato ancora un’altra riflessione importante.
Viviana, mi piacerebbe tantissimo che la mia storia venisse pubblicata sul tuo blog anche perché per arrivare a questa grossa consapevolezza di me e del mio corpo ci ho messo tanto tempo. Mi piacerebbe fare capire a tutte le mamme che non devono avere paura ma che devono ascoltarsi.
Durante il parto, devono pensare solo a se stesse e al loro bambino accogliendo ogni movimento, ogni contrazione nel migliore dei modi.
La mia prima gravidanza è andata benissimo ma il parto e il resto che è seguito non è stato facile. Mi ero promessa che il secondo non sarebbe stato così, che mi sarei informata e che avrei preso consapevolezza di ogni cosa. Da allora sono passati 13 anni, ero giovane, ma ora è andato tutto come volevo e anche il post parto è stato favoloso. Difficile in alcuni momenti, ovviamente, ma vissuti con consapevolezza. Ascoltarsi vuol dire tanto.
Grazie per la tua disponibilità, Viviana, grazie ancora per tutto quello che fai per le donne e le informazioni che dai!
Grazie perché ti ho seguita fin dall’inizio gravidanza e il tuo supporto è stato fondamentale️️️️.
Grazie a te, Ottavia.

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Vuoi raccontarmi la tua storia di rinascita e condividere con le altre mamme la tua esperienza?
Scrivimi a info@vivianapresicce.it