Sai qual è la domanda che mi viene fatta più di frequente?
“Ma io come faccio a capire come inizia il travaglio di parto?”
E capisco bene il perché!
In quest’articolo cerco di darti una risposta esaustiva.

Ti vedo già, sei presso il termine di gravidanza e ti stai domandando quando nascerà… non vedi l’ora, ma contemporaneamente sei anche terrorizzata.
La cosa che ti crea più dubbi e ansie è riuscire a capire quando e come inizia il travaglio di parto e sapere se è il momento di andare in ospedale.

Il nostro mondo è pieno di false informazioni sul travaglio ed è normale dopo più di 40 settimane ascoltando racconti dell’orrore qualche dubbio e qualche paura possa venire anche a te.

Ma sei fortunata, hai qui la tua ostetrica pronta a rincuorarti su quello che potrebbe succedere.

Per prima cosa: nell’immaginario collettivo, il travaglio inizia con la rottura delle acque, anzi nella stragrande maggior parte dei film succede per strada, senza telefono e con il taxi che non arriva!

Ti risulta familiare?

In realtà le membrane possono rompersi in momenti diversi e il loro tempo fisiologico sarebbe verso la fine del travaglio.

Ma andiamo con ordine.

Come inizia il travaglio di parto? Cosa mi farà capire che il parto si avvicina? Sarà molto doloroso?

In quest’articolo cercherò di darti tutte le risposte che cerchi ma non dimenticare di visionare il mio corso preparto online, Parto Consapevole, dove troverai spiegazioni video dettagliate sull’argomento.

SCOPRI DI PIÙ SU PARTO CONSAPEVOLE

Come inizia il travaglio di parto: alcuni segnali di cambiamento

Per prima cosa ci sono alcuni segnali nelle ultime settimane di gravidanza che possono farci capire che qualcosa sta cambiando:

  • Potrebbe capitarti di non avere più quel senso di pressione e di peso sullo stomaco.
    Nelle ultime settimane infatti il bimbo, favorito dagli spazi che si creano nel bacino grazie al rilascio di relaxina, tende a scendere per posizionarsi correttamente nella pelvi. Questo succede nella prima gravidanza e di solito corrisponde ad un dolore all’altezza del pube, successivamente capita di dovere svuotare la vescica più di frequente!
  • Anche se non è assolutamente indicativo di travaglio in arrivo, potrebbe succederti di perdere il famoso tappo mucoso (quella sostanza gelatinosa che chiude lo spazio tra i due orifici del collo dell’utero). La sua perdita rappresenta comunque un cambiamento a carico di questa parte dell’utero, che non è più chiusa come un cancello, ma si sarà ammorbidita a tal punto da permetterne la discesa;
  • L’utero comincia ad allenarsi e potrebbero verificarsi delle contrazioni preparatorie chiamate di Braxton Hicks che si manifestano con un indurimento della pancia spesso non associato a dolore;
  • Può capitare di sentire l’esigenza di costruire il nido, per cui nelle ultime settimane hai come l’esigenza di voler avere tutto pronto per l’arrivo del bimbo;
  • Qualche giorno prima del travaglio è anche possibile avere qualche episodio di diarrea accompagnato da mal di schiena e male alle gambe.

Come inizia il travaglio di parto

Secondo la fisiologia il travaglio comincia quando, dopo una serie di contrazioni disordinate e irregolari, queste diventano regolari, sia per intensità, che per frequenza e durata, e si mantengono regolari per qualche ora sino a provocare un cambiamento nel collo dell’utero che comincia a dilatarsi (il travaglio si considera iniziato a 3 cm di dilatazione, ma questo è un dato più per noi ostetriche che per te e con contrazioni regolari da qualche ora).

Questo può unirsi ad una piccola perdita di sangue (meglio sempre chiamare la tua ostetrica in questi casi o se il sangue è abbondante come un rubinetto aperto, cerca di raggiungere il più vicino ospedale)

Alcune volte può succedere che invece di cominciare le contrazioni, si rompa il sacco amniotico e si perda del liquido.
Questo è un modo inusuale, ma a volte capita e pur non essendo un’emergenza come quella del sangue descritta prima, anche in questo caso si deve chiamare l’ostetrica o procedere verso l’ospedale per il ricovero.

Ti dico un’altra cosa molto importante, anche se sei in pieno travaglio, il tuo bimbo continua a muoversi regolarmente con il suo ritmo ed è pronto a lavorare con te in team per nascere.

Contrazioni: come capire se sono loro?

Durante tutta la gravidanza non sei più abituata alla sensazione dolorosa che riguarda l’utero quindi di solito quando arrivano i primi doloretti ti lasciano confusa ed impaurita anche se magari eri impaziente che arrivassero.
Quindi è bene fare un po’ di chiarezza su come si presentano. Se vuoi, puoi anche trovare più informazioni in due video su YouTube (Come faccio a riconoscere le contrazioni e come prepararsi al parto) in cui ne parlo più in dettaglio.

  • La prima cosa da capire è che quando il bimbo cresce avendo meno spazio, provoca una sensazione molto simile alla contrazione ogni volta che si muove, ma qual è la differenza? Nel caso di movimento solo il punto in cui il bimbo allunga il braccio o la gamba si indurisce mentre durante una contrazione l’utero si indurisce in tutta la sua superficie e a questo corrisponde una sensazione di dolore;
  • Durante la contrazione l’utero diventa duro come marmo per poi ritornare soffice alla fine della contrazione stessa;
  • La contrazione non è una sensazione costante e duratura, ma al contrario assomiglia ad un’onda che parte da un minimo, raggiunge un’ apice e poi scompare del tutto, lasciandoti completamente priva di qualunque dolore dopo la sua fine;
  • Il dolore assomiglia a quello mestruale o per chi non lo conosce ai crampi intestinali e corrisponde sempre ad un indurimento dell’utero;
  • Hanno una durata minima di almeno 30 secondi – 1 minuto e si presentano in modo regolare;
  • A volte il dolore è solo alla zona della schiena nella parte lombare o a tutto il bacino e si irradia alle gambe.

Se queste sensazioni  perdurano per qualche oretta allora ci siamo, in particolare se si regolarizzano e diventano ritmiche come una marea.

Ricordati che puoi sempre chiamare la tua ostetrica che sarà in grado di capire anche dal tuo tono di voce e dal tuo atteggiamento se sei sulla strada del travaglio.

Infatti, chi ti sta vicino si accorgerà immediatamente che qualcosa è cambiato, la tua attenzione sarà rivolta molto verso te stessa e non avrai più tanta voglia di parlare ma piuttosto preferirai il silenzio il buio e la tranquillità.

Se invece le contrazioni dovessero diventare davvero intense e darti una sensazione forte di dover spingere in modo incontrollato, allora potrebbero essere due cose:

  1. Il bimbo sta per nascere (ma ti assicuro che questo difficilmente capita dopo giusto un paio d’ore di contrazioni, specialmente se sei al primo bambino)
  2. La testolina non ha ancora ruotato correttamente e in questo caso è meglio favorirla usando posizioni carponi… ma di questo parleremo nell’articolo del movimento e posizioni in travaglio.

In ogni caso ricorda che puoi sempre chiamare la tua ostetrica o me, oppure l’ospedale dove hai deciso di partorire per avere chiarimenti sulla tua situazione.

Infine, ricorda anche che le informazioni contenute in questo articolo sono date a titolo descrittivo enon devono essere usate per far diagnosi di travaglio o di benessere materno-fetale, in ogni caso devi confrontarti con l’ostetrica che sta seguendo la tua gravidanza. 


Ora è tutto un pochino più chiaro? Spero di sì.
Per approfondire consiglio di leggere anche un altro articolo che ho scritto proprio sul parto.

Parto naturale: come avviene e quali sono le sue fasi

Fammi sapere nei commenti se hai ancora dei dubbi, sarà lieta di risponderti.